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“La musica è un linguaggio di energia, una vibrazione di emozioni e gioia. Parla ai nostri principali desideri e sentimenti. Supera barriere linguistiche e confini politici, è un mezzo potente attraverso il quale gli esseri umani possono sentirsi in armonia.”. (Patrick Groneman)

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica, il suono o il ritmo come strumento di comunicazione non verbale, per intervenire a livello:

  • educativo;
  • riabilitativo;
  • terapeutico.

… in una varietà di condizioni patologiche più o meno gravi.

Potere della musica

L’influsso del suono nell’essere umano è un fatto riconosciuto da secoli. Ad esempio gli sciamani nelle culture antiche usavano la musica per migliorare la concentrazione, e aumentare la volontà di ritrovare e conservare il benessere psico-fisico. Per ottenere questo obiettivo, utilizzavano delle lente cantilene con una intonazione monodica.

Senza risalire ai tempi antichi pensiamo ad esempi più vicini a noi, sull’influenza che ha la musica nella nostra vita:

  • le bande militari usano la musica per infondere fiducia e coraggio;
  • agli eventi sportivi si usa la musica per suscitare entusiasmo;
  • gli studenti usano la musica per memorizzare più facilmente i primi testi;
  • i centri commerciali usano la musica per invogliare gli acquirenti a comprare;
  • i centri medici usano i benefici della musica per rilassare i pazienti.

Quali sono i benefici della Musicoterapia?

Il potere della musica è percepito ed utilizzato dall’uomo in innumerevoli circostanze. Questo dato di fatto ha stimolato studi e ricerche al fine di poter utilizzare la potenzialità della musica, e più in generale del suono, nel campo della cura: “sfruttare” la musica come terapia.

Con il termine “Terapia” si intende “l’insieme dei mezzi e delle modalità per combattere le malattie“, per portare quindi un cambiamento positivo, uno status di maggior benessere nelle persone. La musica provoca cambiamenti emotivi e fisiologici, ma ovviamente è determinante capire come e in quali casi possa esser utilizzata efficacemente per migliorare la salute dell’uomo.

Colto il fenomenale potenziale dei benefici della Musicoterapia, è importante identificare gli effetti e le possibili applicazioni al fine di usare al meglio tale potenzialità. La Musicoterapia, infatti, sta diventando sempre più scienza, una disciplina riconosciuta e in continua evoluzione. Per capire gli effettivi benefici che può avere sull’essere umano è interessante leggere la definizione che ne da la ‘World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia):

“La Musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di uno specialista qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a:

  • facilitare e favorire la comunicazione
  • migliorare l’umore
  • facilitare l’apprendimento
  • intervenire sulla motricità
  • migliorare il modo in cui ci esprimiamo
  • sviluppare il senso di organizzazione
  • altri rilevanti obiettivi strettamente terapeutici

al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. Fine e beneficio della Musicoterapia è sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che possa migliorare l’integrazione intra e interpersonale e, di conseguenza, possa migliorare la qualità della vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo, terapeutico.”

A che punto è arrivata la scienza nello studio dei benefici della Musicoterapia

La ricerca scientifica si sta applicando per dimostrare come la musica possa avere degli effetti fisiologici nel nostro corpo. Conseguenza di questo atteggiamento di ricerca è la “promozione” che recentemente la Musicoterapia ha ottenuto all’interno dell’ambito medico.

Cerchiamo di raccogliere in alcuni punti gli “effetti benefici” della Musicoterapia finora riconosciuti ufficialmente, ovvero quali benefici effettivi si possono ottenere dell’interazione con suoni, musiche e ritmi:

  • Promuovere il benessere;
  • Gestire lo stress;
  • Alleviare il dolore;
  • Esprimere i sentimenti;
  • Migliorare la memoria;
  • Migliorare la comunicazione;
  • Promuovere la riabilitazione fisica;
  • Gestire la depressione.

Attraverso la Musicoterapia è possibile agire su diverse “aree” della persona, dalla sfera emozionale, all’apprendimento, fino a problematiche più strettamente fisiche. La Musicoterapia è una sorta di medicina alternativa che può agire a tutto tondo sull’individuo soprattutto se le capacità professionali sono coadiuvate dall’intervento di musicoterapista esperto e in piena sintonia con la persona.

Cosa si sa degli effettivi benefici della Musicoterapia sull’essere umano

Tradizionalmente la Musicoterapia è stata applicata nel campo dell’handicap infantile, al fine di favorirne lo sviluppo psicofisico e le relazioni sociali. In seguito è stata utilizzata sempre più in situazioni tra loro eterogenee:

  • in patologiche psichiche (depressione, psicosi, autismo) e neurologiche (Alzheimer e stati di coma);
  • ma anche in situazioni fisiologiche (in gravidanza, nel post partum, nelle carceri…).

Va specificato che la Musicoterapia viene sempre più utilizzata in concerto assieme a tecniche di prevenzione e riabilitazione. Questo perché la Musicoterapia non ha lo scopo di guarire la patologia, ma di supportare attivamente la medicina tradizionale.

Proprio il cervello è un “grande fan della Musicoterapia”, perché grazie ai neuroni specchio, è particolarmente portato a farci coinvolgere da ciò che succede nell’ambiente esterno, come appunto una canzone rilassante o una ballata a un concerto che ci dà la carica. Un grande esempio lo porta avanti la violoncellista parigina Claire Oppert, che è impegnata da anni a suonare all’interno degli ospedali per alleviare le condizioni di dolore e disagio a pazienti ricoverati.

Le sue musiche preferite sono principalmente Bach o Schubert, ma in ospedale suona spesso anche Mozart o Brahms. Il suo desiderio di bambina era studiare medicina, ma invece il destino l’ha fatta diventare una musicista di successo che però non ha mai dimenticato “il primo amore”, ovvero quello di contribuire ad alleviare, per quanto sia possibile, il dolore fisico e mentale dei pazienti ricoverati.

L’esperienza di Claire ci permette di parafrasare la famosa frase “Sei ciò che mangi” con “Sei quello che ascolti“, perché la musica è in grado di influenzare le condizioni psico-fisiche delle persone. Studi di nuova generazione analizzano il rapporto tra il cervello di un malato di Sclerosi Multipla e la musica, dove una playlist ben equilibrata può essere una vera e propria palestra in grado di stimolare efficacemente, senza stress, il cervello di una persona malata.

“La musica è una rivelazione.” (Beethoven)

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